Vinyl Library, apre a Londra la prima biblioteca che raccoglie solo vinili

viniliDifficile, per non dire impossibile, rimanere indifferenti al fascino del suono che sprigiona un disco in vinile non appena viene a contatto con la puntina del giradischi. Un rito che con il passare degli anni è andato (purtroppo) perdendosi prima con l’introduzione dei CD, poi con la digitalizzazione che ha rivoluzionato il modo di fruire la musica mettendo di fatto in secondo piano l’utilizzo del supporto fisico. C’era una volta il culto per il vinile, ma forse c’è ancora. Sicuramente a Londra dove due dj hanno dato vita ad un progetto mai realizzato prima con uno scopo ben preciso: raccogliere e salvaguardare i vinili.

Da questi intenti prende forma la Vinyl Library, una vera e propria biblioteca dedicata esclusivamente alla conservazione dei dischi. Fondata da Sophie Austin e Elly Rendall la biblioteca si trova in Foulden Road, una strada residenziale nel distretto di Stoke Newington, a nord di Londra, e sarà totalmente gestita da volontari. La Vinyl Library opererà come un ente non-profit e tutto il materiale discografico presente al suo interno sarà il frutto delle donazioni spontanee di chiunque voglia condividere la propria passione per i vinili. «Le persone possono condividere le loro conoscenze musicali anche con chi è nuovo al vinile – ha detto Sophie Austin al Guardian – e molti dei ragazzi che potrebbero venire da noi non hanno mai toccato un vinile prima. Ci piace l’idea di catturare le persone “tattilmente” con un oggetto e di far sì che tutti gli utenti siano nuovamente collegati intorno al vinile come accadeva un tempo».

La Vinyl Library funzionerà come una qualsiasi biblioteca nella quale le persone avranno la possibilità di scegliere tra una vasta gamma di musica – che spazia dall’afro-rock alla techno contemporanea – e prendere in prestito ciò che si desidera (fino a un massimo di 5 dischi per volta) portandolo comodamente a casa. Chi dona qualche pezzo della propria collezione personale avrà l’iscrizione gratuita, altrimenti sarà tenuto a pagare una piccola quota mensile per avere accesso alle tante iniziative. Le due fondatrici della biblioteca sono infatti intenzionate a tenere delle lezioni sul mestiere di dj, rivolte in particolar modo alle donne, e vogliono allargare le attività anche alla proiezione di documentari musicali e all’organizzazione di workshop e conferenze.

L’idea di Sophie Austin e Elly Rendall di creare uno spazio aperto dove incontrarsi e condividere la passione per la musica avrà quasi sicuramente il successo che merita ma la speranza delle due dj è che chi frequenterà la biblioteca avrà l’onestà di restituire quanto preso in prestito, soprattutto nel caso di pezzi molto rari. Una sola cosa è inconfutabile: per una volta, ad essere vietato sarà il silenzio.

Gabriele Rossetti

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International Journalism Festival, Perugia capitale dell’informazione

Festival-Internazionale-del-Giornalismo-2013Cinque giorni di eventi, keynote speech, incontri-dibattito, tavole rotonde, interviste, presentazioni di libri, workshop, proiezioni di documentari, concorsi, premiazioni e mostre. Dal 24 al 28 aprile a Perugia va in scena la settima edizione dell’International Journalism Festival, manifestazione unica nel panorama internazionale divenuto ormai un appuntamento fisso per gli addetti ai lavori. Il capoluogo umbro si riscopre capitale dell’informazione e si appresta ad ospitare giornalisti ed esperti di comunicazione da tutto il mondo, pronti a raccontare il mutamento della professione ed il suo futuro. La crisi, certo, ma soprattutto la digitalizzazione hanno di fatto contribuito ad estendere i confini di un mestiere sempre più complesso, destinato per forza di cose ad adeguarsi a nuove strategie editoriali. Di questo e molto altro si parlerà nei numerosi eventi (circa 200) aperti a chiunque e completamente gratuiti.

Il programma del Festival è davvero ricco e vedrà la presenza di numerosi volti noti, non soltanto tra i giornalisti italiani. Tra questi sono attesissimi i keynote speech di Mathew Ingram (guru dei nuovi media), Aron Pilhofer (direttore delle Interactive News del New York Times) ed Emily Bell (autrice del saggio “Post industrial journalism: adapting to the present”, una sorta di bibbia per la comunicazione internazionale). Durante la rassegna ci saranno confronti su diversi temi che vanno dal futuro del “giornalismo di carta” al data journalism, dalle nuove forme di storytelling alle bufale e al fact-checking. E ancora gli approfondimenti – immancabili – sulla politica e su due generi che stanno prendendo sempre più piede, ovvero il travel ed il food journalism.

Focus dell’attenzione rivolto anche alle tematiche che riguardano da vicino realtà come quella russa e siriana, quest’ultima raccontata dal giornalista della Rai Amedeo Ricucci che di recente è stato ostaggio proprio nel Paese di Assad. Altra testimonianza importante quella della blogger dissidente cubana Yoani Sanchez, da sempre attiva nel denunciare le violazioni dei diritti nel suo Paese.

Non mancheranno infine incontri e dibattiti incentrati sui social media e sul loro utilizzo in favore dell’informazione giornalistica a cominciare dalla condivisione delle notizie. Per l’occasione è stato creato su twitter l’hastag ufficiale #ijf13 per seguire in tempo reale tutto, ma proprio tutto, sulla manifestazione nata nel 2006 grazie alla passione di Arianna Ciccone e del suo compagno Chris Potter, che dal niente hanno saputo costruire un evento imperdibile e riconosciuto a livello internazionale.

Gabriele Rossetti

L’utopia come tema centrale della Biennale Democrazia di Torino

Biennale Democrazia“Utopico. Possibile?”. Il titolo rivela già molto di quello che sarà il filo conduttore della terza edizione della Biennale Democrazia. Un tema centrale e molto attuale che ruota attorno al concetto di utopia. «L’utopia come dimensione per immaginare il nostro futuro che è qualcosa di non scontato, qualcosa che va costruito partendo da un’idea e noi con questo programma cerchiamo di mettere insieme tante idee dalle quali partire». Parole di Gustavo Zagrebelsky, presidente della Biennale che anche quest’anno si terrà a Torino, dal 10 al 14 aprile.

Spetterà al nuovo presidente della Camera Laura Boldrini l’onore di inaugurare la terza edizione della manifestazione culturale che ha come compito prioritario la formazione e la diffusione di una cultura della democrazia traducibile in pratica democratica. Si tratta di un laboratorio pubblico permanente nel quale, durante tutta la durata della rassegna, verranno affrontati temi riguardanti il futuro della nostra società che toccano diversi argomenti: dalla politica alla filosofia, dall’arte alla scienza, dalla letteratura alle nuove tecnologie. Esponenti del mondo della politica, della cultura, dell’arte e dello spettacolo ma anche i giovani delle scuole interverranno attraverso lezioni, dibattiti, letture, incontri e seminari di approfondimento rivolgendosi a chiunque voglia partecipare.

L’appuntamento con la Biennale Democrazia è solamente il culmine di un lavoro di preparazione che viene effettuato principalmente nelle scuole attraverso laboratori, workshop di discussione e iniziative destinate ai giovani. Il programma dell’edizione 2013 prevede nella prima serata un omaggio a Giorgio Gaber nel decennale della sua scomparsa e via via numerosi eventi (105, tutti ad ingresso libero) sparsi per la città. Il fulcro della rassegna ruoterà come sempre attorno a Teatro Carignano e all’omonima piazza che lo ospita, dove verrà installato un maxischermo che consentirà di assistere quotidianamente ad alcune delle lezioni più interessanti. Non mancheranno inoltre rassegne cinematografiche, concerti, animazione, spettacoli teatrali e performance.

Gabriele Rossetti