Svolta del Coni, niente più ingressi gratis agli stadi per i politici

malagòCon una nota pubblicata sul proprio sito ufficiale il CONI presieduto da appena un mese da Giovanni Malagò chiude un’epoca, volta pagina e cancella quello che era considerato a tutti gli effetti un privilegio per i parlamentari, che da oggi non potranno più godere del beneficio di assistere gratis alle manifestazioni sportive di ogni disciplina negli stadi italiani.

“Il Comitato Olimpico Nazionale Italiano comunica che, al fine di evitare strumentalizzazioni su favori e privilegi riservati ai Parlamentari della Repubblica, ha deciso di non rilasciare più la concessione della tessera riservata ad onorevoli e senatori per l’accesso alle manifestazioni sportive che si svolgono sul territorio nazionale”. Un comunicato netto che segna il primo vero atto rivoluzionario del nuovo presidente. Imprenditore romano già presidente del Circolo Canottieri Aniene, nel giorno del suo insediamento avvenuto il 19 febbraio scorso Malagò aveva detto di «voler lasciare il segno», affermando che d’ora in poi lo sport avrebbe dovuto creare sviluppo e fungere da traino per un Paese disastrato come l’Italia.

Un primo segno lo ha sicuramente lasciato andando a corregge una norma che da tempo immemore consentiva ai parlamentari di presenziare ad ogni evento sportivo senza mettere mano al portafogli. Una svolta epocale che è soprattutto etica e che ha già riscontrato molti consensi e qualche malumore. Quello dell’onorevole Ignazio La Russa, per esempio, che pur condividendo la scelta del CONI sottolinea come la decisione di sospendere le tessere omaggio ai parlamentari non servirà a cambiare le cose e di certo non aggiusterà i bilanci dello Stato. Sarà, ma il problema di fondo è un altro ed il chiaro segnale voluto fortemente da Malagò non fa che confermare il bisogno di rinnovamento della politica italiana e della sua mentalità.

Gabriele Rossetti

Svolta alla Società Cerea di Torino, iscrizioni aperte anche alle donne

[Fonte: canottiericerea.it]«Alla Cerea non potranno più remare contro le donne». Centocinquanta anni dopo la sua fondazione la Reale Società Canottieri Cerea di Torino, una tra le più antiche società di canottaggio italiane, elimina un veto fino ad oggi intoccabile che consentiva l’iscrizione al circolo ai soli uomini. Una norma considerata desueta e misogina nei confronti delle donne alle quali non era permessa alcuna affiliazione.

La svolta epocale è stata possibile solamente grazie all’interessamento del Comune di Torino che ha lanciato un aut aut ai vertici della società, intimandogli di modificare lo statuto al fine di evitare di perdere la concessione per l’affitto dei locali che ospitano il circolo, di proprietà comunale. Quello di Palazzo Civico potrebbe sembrare un ricatto a tutti gli effetti anche se la realtà è un’altra, ovvero costringere la società ad abolire quella che veniva considerata a tutti gli effetti una sorta di discriminazione.

La paura di dover rinunciare alla concessione dell’affitto dei locali per colpa di una norma mai modificata ha convinto i vertici della Società Cerea a rivedere il regolamento, aprendo di fatto le proprie porte anche alle donne. Quest’ultime – va detto – potevano già frequentare il circolo dei canottieri ed allenarsi ma non effettuare la propria iscrizione. «Mai avuto nulla contro le donne», ha affermato al quotidiano La Stampa il presidente della società Renato Valpreda , che ora dovrà adoperarsi per attrezzare il proprio circolo alle nuove ospiti. Primo passo, la realizzazione di spogliatoi dedicati.

Gabriele Rossetti