Una strada intitolata a Jimi Hendrix, continua il sogno di un fan siciliano

via jimi hendrix - lercara friddi26 ottobre 2012. A Lercara Friddi, paesino dell’entroterra siciliano in provincia di Palermo, viene approvata una delibera della giunta comunale attraverso la quale si procede alla intitolazione di una via cittadina a Jimi Hendrix. Un evento più unico che raro che mette fine con successo alla lunga battaglia burocratica intrapresa da Fabio Pillitteri, fan sfegatato del più grande chitarrista di tutti i tempi nonché dipendente proprio del Comune di Lercara Friddi. L’impresa di Fabio ha inizio circa un anno e mezzo prima quando gli viene chiesto di collaborare alla realizzazione dello stradario comunale e gli viene assegnato il compito di rilevare tutte le strade, le vie e le piazze del paese ancora sprovviste di nome. Fortuna vuole che tra queste vi sia anche quella nella quale vive lui, che gli offre lo spunto per tentare ciò che in un primo momento sembrava essere impossibile. Solo inizialmente, perché dopo parecchi tentativi e grazie “all’apertura mentale” di un amministratore comunale (tra l’altro ex batterista, va detto) la proposta viene portata avanti fino alla sua concreta realizzazione.

via jimi hendrix_lercara friddiVivere in via Jimi Hendrix. Un sogno che si avvera e per la coltivazione del quale Fabio ha speso dedizione, passione, lavoro e fatica (si è addirittura adoperato per realizzare da solo – e a sue spese – il cartello della segnaletica stradale con la targa commemorativa). Tutto ciò condito da una buona dose di pazienza perché non tutti in paese hanno gradito, al punto che era stata presentata una petizione per eliminare il nome della via perché intitolata ad un personaggio negativo (?), in quanto «morto di overdose». Ostacoli che non si sono rivelati insormontabili e che, anzi, hanno dato in qualche modo lustro e visibilità a Lercara Friddi e all’ideatore della singolare iniziativa, il quale ha ricevuto apprezzamenti e sostegno da più parti.

La determinazione di Fabio Pillitteri non si è certo esaurita qui ma lo ha portato ad allargare il raggio d’azione provando ad estendere il suo sogno a tutta la Penisola. Perché non può esserci una “via Jimi Hendrix” in ogni città d’Italia? Il ragazzo ha così intrapreso un’altra sfida avvincente, sicuramente molto più difficile, che lo ha spinto a contattare tutti i Comuni italiani tranne due: il suo, ovviamente, e quello di Lanuvio, in provincia di Roma, dove già esiste una via intitolata al celebre chitarrista americano. A suon di mail, fax e quant’altro, dallo scorso 2 gennaio Fabio ha iniziato a spulciare gli indirizzi di 8.090 Comuni, invitando i Sindaci a volere titolare anche solo una stradina o un vicolo a Jimi Hendrix e premettendo di essere cosciente che i principali problemi del Paese in questo momento siano ben altri. Le prime risposte non si sono fatte attendere e tra le solite formali (“la sua proposta sarà tenuta nella debita considerazione”) non sono mancate quelle entusiaste da parte di alcune Amministrazioni Comunali.

Difficile – per non dire impossibile – ipotizzare un consenso unanime, ma come dice Fabio «se anche un solo Comune d’Italia accogliesse la mia richiesta sarebbe comunque un grande successo». Quando si dice credere nei propri sogni…

Gabriele Rossetti

Mobilità Nuova: pedoni, pedali e pendolari manifestano a Milano

Mobilità Nuova MilanoRiappropriarsi anche solo per un giorno dello spazio urbano solitamente occupato dal traffico veicolare. Nasce da questo intento la manifestazione nazionale indetta dalla Rete per la Mobilità Nuova che sabato 4 maggio invaderà le vie di Milano. “L’Italia cambia strada” è il titolo dell’iniziativa alla quale parteciperanno 150 associazioni (tra cui Libera, Slow Food, Legambiente, Touring Club Italiano, Coldiretti, #salvaiciclisti, Fiab e Uisp) che porteranno nel capoluogo meneghino migliaia di persone.

Gli organizzatori l’hanno già definita la prima critical mass “a piedi” della storia che partendo alle 14.30 da Piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale, sfilerà sino in Piazza Duomo. Pedoni, ciclisti, skater e pendolari manifesteranno per promuovere un nuovo modello di spostamento incentrato sulla mobilità sostenibile, valida alternativa alla motorizzazione privata che, contrariamente a quanto avviene nel resto d’Europa, in Italia è ancora alla base dei trasporti. La manifestazione indetta da Mobilità Nuova è stata lanciata in rete nelle scorse settimane e grazie a diverse campagne di comunicazione diffuse sui social network ha riscontrato successo ed interesse verso tematiche importanti che puntano non soltanto ad un riequilibrio della spesa destinata ai trasporti, ma anche alla salvaguardia dell’ambiente e della salute delle persone.

La Rete per la Mobilità Nuova è una realtà che unisce tutte quelle persone che quotidianamente si spostano utilizzando i mezzi di trasporto locali, i treni e le biciclette o che semplicemente si muovono a piedi. Come si legge nel manifesto ufficiale, inoltre, la Mobilità Nuova «ruota attorno a quattro perni fondamentali: l’uso delle gambe, della bicicletta, del trasporto pubblico locale e della rete ferroviaria (con l’utilizzo occasionale dell’auto in condivisione, ovvero nelle modalità car sharing, car pooling, taxi)».

Nello stesso giorno della manifestazione verrà lanciata anche una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che vincoli almeno i tre quarti delle risorse statali e locali disponibili per il settore trasporti a opere pubbliche che favoriscono lo sviluppo del trasporto collettivo e di quello individuale non motorizzato. Attualmente lo Stato impegna il 75% delle risorse pubbliche per soddisfare una domanda di mobilità del 2,8% (la quota di spostamenti quotidiani superiori ai 50 km) mentre destina appena il restante 25% agli interventi per le aree urbane e per il pendolarismo che interessa il 97,2% cento della popolazione. L’obiettivo per poter presentare la legge in Parlamento e sperare così in un cambiamento concreto è rappresentato dal raggiungimento di almeno un milione di adesioni.

Gabriele Rossetti