Salone Internazionale del Libro di Torino, dove osano le idee

salone del libroUn aeroplanino di carta – costruito con la pagina di un libro – pronto a prendere il volo tra stelle e pianeti, anch’essi fatti di carta. Si presenta così la ventiseiesima edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino, un appuntamento ormai fisso che si rinnova di anno in anno nel mese di maggio. Ospitato come sempre nello spazio espositivo del Lingotto, nel corso degli anni il Salone è divenuto un prestigioso festival culturale, riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo; un punto di riferimento per gli operatori professionali del libro, nonché uno spazio dedicato ai lettori di ogni età e provenienza.

Il tema della 26esima edizione, in programma dal 16 al 20 maggio, è caratterizzato dalla creatività e dalla potenza delle idee. “Dove osano le idee” è infatti lo slogan scelto per promuovere la campagna pubblicitaria della rassegna libraria, per dimostrare che proprio grazie alle buone intenzioni (spesso frutto di progetti fantasiosi, ma talvolta efficaci) si possono raggiungere ottimi risultati. Soprattutto in un periodo di recessione nel quale le idee, la creatività e l’innovazione possono contribuire, in un certo qual modo, a superare le difficoltà economiche.

Dai 100.000 visitatori e 553 espositori della prima edizione tenutasi nel 1988, il Salone è cresciuto fino alle oltre 300.000 presenze di pubblico e più di 1.200 espositori attuali. Una grande libreria suddivisa in padiglioni all’interno dei quali è possibile imbattersi in grandi e piccoli editori, indistintamente dalla loro rilevanza sul mercato. Per cinque giorni il Lingotto torna ad essere palcoscenico di oltre mille presentazioni editoriali, convegni, appuntamenti, dibattiti, spettacoli e più di 2.000 relatori e ospiti – tra cui scrittori, giornalisti, storici, filosofi, premi Nobel, politici e personalità del mondo dello spettacolo. Numeri che aiutano a comprendere il ruolo fondamentale della manifestazione, non soltanto per la città di Torino che ospiterà anche il Salone Off: eventi, incontri con gli autori, reading, cacce al tesoro letterarie nelle strade, piazze, scuole, fabbriche dismesse e nei parchi.

Meta di visitatori da ogni parte del mondo, il Salone del Libro è anche un’occasione per infondere la cultura e l’importanza della lettura nei più giovani. Ogni anno migliaia di bambini e studenti delle scuole transitano dal Lingotto e anche la 26esima edizione dedica loro il Bookstock Village, un’area piena di iniziative, incontri, librerie, giochi e laboratori per formare i lettori di domani.

Gabriele Rossetti

Moleskine entra in Borsa, l’azienda dei taccuini quotata a Piazza Affari

MoleskineDai taccuini utilizzati dallo scrittore britannico Bruce Chatwin nei suoi lunghi viaggi all’ingresso in Borsa, quella finanziaria di Milano. Questi in breve sintesi gli estremi della storia di Moleskine che al suo interno racchiude invece molto di più, ovvero la nascita di un mito diffusosi a cavallo tra il XX ed il XXI secolo.

L’azienda viene fondata nel 1997 dall’idea di un piccolo editore milanese,  Modo&Modo, che ne crea il marchio mai registrato prima riproducendo il leggendario taccuino nero di tela cerata utilizzato dai più grandi artisti del Novecento: Van Gogh, Picasso, Matisse, Hemingway, Wilde e Chatwin. La nascita di quello che oggi è diventato quasi un oggetto di culto, un must per scrittori, giornalisti, artisti e semplici appassionati del genere, è in parte dovuta proprio a Chatwin che nel 1987 racconta il suo personale rapporto con il taccuino attraverso le pagine del libro Le vie dei canti.

In Francia questi taccuini si chiamano carnets moleskine: moleskine, in questo caso, è la rilegatura di tela cerata nera. Ogni volta che andavo a Parigi, ne compravo una scorta in una papeterie di Rue de l’Ancienne Comédie.

Nel suo libro Chatwin racconta inoltre quanto fosse diventato difficile, negli ultimi tempi, trovare fornitori dei taccuini; l’unico rimasto era un piccolo fornitore di Tours, in Francia, ma il giorno che lo scrittore aveva intenzione di ordinarne un centinaio perché «mi basteranno per tutta la vita», venne a scoprire che il proprietario dell’azienda era morto e gli eredi avevano venduto tutto.

La lettura di queste pagine spinge l’azienda milanese a registrare il marchio Moleskine dando il via ad una storia tutta italiana che nel 2006 intreccia il proprio destino con la Francia, nazione che in un certo senso deve i natali al famoso taccuino; non riuscendo a soddisfare l’elevata domanda, l’azienda viene infatti acquisita dalla Société Générale Capital, un fondo di investimenti francese che contribuisce ad espandere gli orizzonti del mercato oltre i confini italiani, arrivando a distribuire i prodotti in quasi novanta Paesi. Il resto è storia recente con il debutto in Borsa del 50,17% del capitale previsto per il 3 aprile prossimo. Moleskine sarà la prima new entry dell’anno a Piazza Affari e le sue azioni saranno vendute a un prezzo compreso tra 2 e 2,65 euro. Nel 2012 l’azienda ha fatturato 78 milioni di euro con un utile di 18 milioni e dopo lo sbarco in Borsa la valorizzazione complessiva del gruppo potrebbe arrivare fino a 530 milioni.

Gabriele Rossetti