Olesya Zhukovskaya è salva; il suo tweet, «Muoio», simbolo della guerra civile in Ucraina

Olesya Zhukovskaya«Sono viva! Grazie a tutti coloro che mi hanno sostenuto e hanno pregato per me!». Dopo un intervento chirurgico durato parecchie ore, è la stessa Olesya Zhukovskaya a comunicare le sue condizioni di salute attraverso Twitter. E proprio dalle pagine del social network la giovane ventunenne giovedì 20 febbraio aveva lanciato un drammatico messaggio, dopo essere stata colpita da un proiettile a Kiev negli scontri tra polizia e manifestanti. «Muoio», questo il tweet dell’infermiera volontaria, colpita alla gola mentre prestava soccorso ai tanti connazionali che continuano a protestare contro il governo presieduto da Viktor Yanukovich.

Olesya twitter

Il disperato tweet ha fatto il giro del mondo e in men che non si dica è diventato il simbolo della guerra civile ucraina. Così come lo scatto che ritrae la ragazza mentre viene soccorsa; casco in testa, mascherina da sci per riparare gli occhi dai lacrimogeni, una pettorina bianca (con la croce rossa) insanguinata. La mano sinistra tampona la ferita alla gola, mentre la destra tiene stretto lo smartphone dal quale Olesya ha lanciato quello che pensava fosse il suo ultimo messaggio, da condividere con il mondo senza esitare un solo istante: «Я вмираю». Sto morendo, appunto.

Da giorni in piazza Maidan al fianco dei manifestanti antigovernativi, Olesya si è invece salvata e le sue condizioni sono ora gravi ma stabili, dopo che per ore si erano rincorse notizia relative alla sua morte. Voci infondate, smentite dalla diretta interessata con un tweet.

Gabriele Rossetti

Annunci

“Al Cortile”: la prima biblioteca condominiale di Roma, nel quartiere Trastevere

bibliotecaLuoghi di raccolta, di studio, ma anche di incontro e socializzazione. Queste e molte altre le funzioni delle biblioteche, spazi dall’immenso fascino che spesso si rivelano vere e proprie ancore di salvezza alle quali aggrapparsi per staccare dalla frenesia dell’ambiente esterno. Negli ultimi anni la (drastica) situazione dei beni culturali in Italia non ha tralasciato nemmeno questo settore; tante le biblioteche costrette a chiudere per mancanza di fondi e personale, troppe quelle abbandonate a se stesse per gli identici motivi.

In questo mare di desolazione c’è però un’isola felice. Un luogo in cui «l’individualismo non è gradito», nato dalla passione e dalla volontà di semplici cittadini che hanno deciso di farsela in casa una biblioteca. O meglio, all’interno del condominio in cui vivono. Succede a Roma nel rione Trastevere, dove da qualche mese è stata inaugurata “Al Cortile“, la prima biblioteca condominiale della Capitale, ricavata all’interno della sala riunioni di uno stabile in via Giovanni da Castel Bolognese 30. L’idea di dare vita ad uno spazio comune da condividere con gli altri è venuta ad un paio di residenti che poco prima della scorsa estate hanno affisso un messaggio sulla bacheca del palazzo: «Cari condomini, stiamo pensando di creare una biblioteca condominale nella sala riunioni, cerchiamo libri e scaffalature in regalo. Chi ci aiuta?».

L’idea tanto semplice quanto geniale ha trovato l’apprezzamento degli altri condomini che nel giro di poco tempo hanno contribuito in ogni modo a dare forma al progetto che prevede anche l’organizzazione di eventi culturali. Una volta (ri)sistemata la sala nel seminterrato si è passati alla catalogazione dei libri, suddivisi per materie e categorie: storia, geografia, letteratura, poesia, filosofia, psicologia, ma anche una sezione dedicata a bambini e ragazzi.

Inaugurata a giugno, la biblioteca “Al Cortile” funziona come ogni altra biblioteca pubblica (con tanto di regolamento ferreo circa la consultazione ed il prestito dei libri) e sta pian piano prendendo piede in tutto il quartiere facendosi conoscere attraverso manifesti, volantini e al sempre efficace passaparola.

Gabriele Rossetti