Mai più gol fantasma, la svolta nel calcio arriva dall’Inghilterra

gol fantasma hurstLondra, 30 luglio 1966, finale Mondiale tra Inghilterra e Germania Ovest. L’attaccante inglese Geoffe Hurst controlla il pallone nel cuore dell’area di rigore, si gira e scarica il destro con violenza: traversa piena e palla che tocca la linea di porta e rimbalza prima di essere messa in calcio d’angolo da un difensore tedesco. L’arbitro indica la bandierina del corner ma il guardalinee lo richiama e lo convince ad assegnare il gol all’Inghilterra. È il 3-2 per i padroni di casa che chiuderanno l’incontro con un’altra rete (questa sì regolare) di Hurst e alzando al cielo la Coppa di Campioni del Mondo. Ma è anche e soprattutto uno dei primi episodi di gol fantasma documentati nella storia del calcio. Sicuramente uno dei più discussi. Ancora oggi, infatti, non è chiaro se il pallone abbia varcato o meno la linea di porta. Nessun replay è stato finora in grado di fornire una verità di fatto, alimentando un dibattito infinito che ha generato solamente discussioni e polemiche.

Nel corso degli anni si sono verificati altri episodi analoghi: alcuni più evidenti, altri meno, ma a distanza di 47 anni proprio l’Inghilterra è pronta a voltare pagina mettendo una volta per tutte fine ai gol non gol. Nella prossima stagione sportiva la Football Association introdurrà l’”occhio di falco“, uno strumento tecnologico già utilizzato in altre discipline (per esempio nel tennis) che mediante l’installazione di telecamere è in grado di stabilire in tempo reale se la palla ha effettivamente superato la linea di porta. Niente più gol fantasma dunque, che vuol dire niente più discussioni in campo, sugli spalti e fuori, una volta terminata la partita.

La decisione presa dalla Federazione inglese segue di qualche giorno quella della Fifa che aveva ufficializzato l’introduzione di un altro strumento tecnologico – ribattezzato GoalControl – che verrà testato durante lo svolgimento della Confederations Cup, in programma il prossimo giugno in Brasile. Una svolta epocale per il calcio che in caso di approvazione ed efficacia del mezzo dimostrerebbe di essere al passo con i tempi e metterebbe fine a episodi che rischiano di falsare partite e (a volte) interi campionati ma anche alle tante, troppe parole che arricchiscono inutilmente i post partita. Soprattutto quelli italiani.

Gabriele Rossetti

L’utopia come tema centrale della Biennale Democrazia di Torino

Biennale Democrazia“Utopico. Possibile?”. Il titolo rivela già molto di quello che sarà il filo conduttore della terza edizione della Biennale Democrazia. Un tema centrale e molto attuale che ruota attorno al concetto di utopia. «L’utopia come dimensione per immaginare il nostro futuro che è qualcosa di non scontato, qualcosa che va costruito partendo da un’idea e noi con questo programma cerchiamo di mettere insieme tante idee dalle quali partire». Parole di Gustavo Zagrebelsky, presidente della Biennale che anche quest’anno si terrà a Torino, dal 10 al 14 aprile.

Spetterà al nuovo presidente della Camera Laura Boldrini l’onore di inaugurare la terza edizione della manifestazione culturale che ha come compito prioritario la formazione e la diffusione di una cultura della democrazia traducibile in pratica democratica. Si tratta di un laboratorio pubblico permanente nel quale, durante tutta la durata della rassegna, verranno affrontati temi riguardanti il futuro della nostra società che toccano diversi argomenti: dalla politica alla filosofia, dall’arte alla scienza, dalla letteratura alle nuove tecnologie. Esponenti del mondo della politica, della cultura, dell’arte e dello spettacolo ma anche i giovani delle scuole interverranno attraverso lezioni, dibattiti, letture, incontri e seminari di approfondimento rivolgendosi a chiunque voglia partecipare.

L’appuntamento con la Biennale Democrazia è solamente il culmine di un lavoro di preparazione che viene effettuato principalmente nelle scuole attraverso laboratori, workshop di discussione e iniziative destinate ai giovani. Il programma dell’edizione 2013 prevede nella prima serata un omaggio a Giorgio Gaber nel decennale della sua scomparsa e via via numerosi eventi (105, tutti ad ingresso libero) sparsi per la città. Il fulcro della rassegna ruoterà come sempre attorno a Teatro Carignano e all’omonima piazza che lo ospita, dove verrà installato un maxischermo che consentirà di assistere quotidianamente ad alcune delle lezioni più interessanti. Non mancheranno inoltre rassegne cinematografiche, concerti, animazione, spettacoli teatrali e performance.

Gabriele Rossetti