“Not available on the App Store”, uno sticker ricorda la vita reale oltre le app

notonappstoreSiamo ormai talmente immersi nell’era digitale da pensare di poter reperire ogni cosa attraverso il nostro smartphone. Hai bisogno di un itinerario? C’è l’applicazione di Google Maps. Vuoi ascoltare tutta la musica del mondo? Nessun problema, c’è l’app di Spotify. Ti serve conoscere il saldo del conto corrente? Scarica subito l’app del tuo istituto bancario! E così via… Basta una semplice connessione per avere a disposizione qualsiasi cosa. Tutto, tranne la vita reale. Quella offline, che sta oltre le applicazioni.

E proprio dopo aver scandagliato numerose app più o meno innovative un gruppo di studenti svedesi ha lanciato una campagna per ricordare che ogni tanto sarebbe necessario disconnettersi o quanto meno liberarsi dalla dipendenza da smartphone, perché le cose più importanti della nostra vita non si trovano negli app store. I ragazzi, studenti di media digitali, hanno ideato uno sticker con la dicitura  “Not available on the App Store” e si sono mobilitati per applicarlo su superfici fisiche, presenti solo nella vita reale: sulla recinzione di un cortile, per esempio, sulla seduta di un’altalena, su uno scivolo o sopra un triciclo.

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L’adesivo, simile al badge della Apple, è disponibile in varie dimensioni su notonappstore.com, dove è possibile acquistarlo al prezzo di un dollaro oppure stamparlo gratuitamente in formato pdf. Con questa campagna gli ideatori vogliono sensibilizzare le persone e ricordare che le cose belle della vita vanno affrontate in prima persona e non filtrate dallo schermo di un telefono, ma soprattutto vanno condivise in maniera autentica. Alla faccia dei social.

Gabriele Rossetti

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Nick D’Aloisio, il 17enne che ha stregato Yahoo! con la sua app

Nick D’AloisioHa solamente diciassette anni ma già un futuro assicurato nel team di Yahoo! Stiamo parlando di Nick D’Aloisio, giovane promessa inglese del web che due anni fa ha inventato un’applicazione che oggi vale 30 milioni di dollari. A tanto ammonta la cifra spesa dal colosso californiano di Sunnyvale per acquistare la creatura del giovane imprenditore e soffiarla ai rivali di Apple. Summly, questo il nome dell’app creata da D’Aloisio, permette agli utenti di visualizzare le notizie provenienti dai siti d’informazione online e dal giorno del suo lancio ha ottenuto un milione di download dall’Apple Store (dal quale è stata prontamente rimossa dopo l’acquisizione).

Da qui l’interesse di Yahoo! per la tecnologia su cui è basata l’applicazione, che consente di riassumere le notizie prese dal web e proporle agli utenti in uno spazio di 400 caratteri, utile e veloce per la fruizione. Per rafforzare la propria presenza nel mercato della telefonia mobile, negli ultimi tempi Yahoo! ha acquisito diverse startup di successo e recentemente ha annunciato un restyling delle funzioni del proprio sito web. Una svolta fortemente voluta da Marissa Mayer, nuovo amministratore delegato di Yahoo!, chiamata a risollevare l’azienda dalla crisi e che ha già messo gli occhi su Dailymotion, servizio di condivisione video simile a YouTube di proprietà di France Telecom, la cui valutazione si aggira intorno ai 300 milioni di dollari.

Nell’ottica del rilancio dell’azienda il genio di Nick D’Aloisio potrebbe davvero fare le fortune di Yahoo! che ha già offerto al ragazzo londinese – cresciuto in Australia – un impiego a tempo pieno senza che questo vada ad interferire con gli studi. Prima dell’interessamento  di Yahoo! a scommettere sull’applicazione di D’Aloisio erano stati il cinese Li Ka-Shing, l’attore Ashton Kutcher e Yoko Ono (moglie dell’ex Beatles John Lennon), i quali avevano contribuito al successo investendo sullo sviluppo dell’applicazione.

Gabriele Rossetti