“Tous mécènes!”, colletta online per restaurare la Nike di Samotracia

nike di samotraciaSe avete in programma un viaggio a Parigi con annessa – e immancabile – visita al Louvre, forse sarebbe meglio rimandare fino a maggio. Prima di allora, infatti, i visitatori del museo più famoso del mondo non potranno ammirare uno dei capolavori maggiormente apprezzati. Stiamo parlando della Nike di Samotracia, una delle tre meraviglie esposte nel museo parigino, insieme alla Gioconda e alla Venere di Milo, che lascerà temporaneamente la sua collocazione in cima allo scalone Daru per sottoporsi a lavori di restauro. Un restauro non urgente ma opportuno, fanno sapere dal museo, in grado di ridare «splendore» alla statua che nel corso degli anni si è notevolmente scurita.

Da tempo i responsabili del Louvre pensavano di restaurare l’opera affinché venisse conservata e preservata al meglio e pare che finalmente abbiano trovato il momento giusto, nonostante il periodo storico non consenta una immediata reperibilità di fondi. Il costo complessivo del restauro si aggira infatti intorno ai 4 milioni di euro, tre dei quali verranno coperti da altrettanti sponsor (Nippon Television Holdings, fondazione Marc Ladreit de Lacharrière e Bank of America Merrill Lynch). Per recuperare il milione che manca il Louvre ha invece pensato di interpellare gli amanti dell’arte, affidandosi al loro buon cuore. In che modo? Dando vita ad una sorta di colletta online intitolata “Tous mécènes!”, attraverso la quale chiunque potrà offrire il proprio contributo donando la cifra che ritiene più consona. Per aiutare gli organizzatori a raggiungere l’obiettivo è necessario collegarsi al sito internet dell’iniziativa e seguire le istruzioni. Chiedere aiuto alle persone comuni attraverso una sottoscrizione è una formula già sperimentata in passato dal Louvre che ha sempre portato i frutti sperati. Ecco perché anche in questa occasione il museo appare fiducioso.

Ogni martedì (giorno di chiusura del museo) per cinque settimane la Nike di Samotracia verrà smontata pezzo per pezzo e imballata prima di venire trasferita nella sala dei Sette camini dove verrà restaurata sotto la attenta supervisione di una Commissione internazionale. Nel frattempo anche la scalinata che collega la Galerie d’Apollon e il Salon Carré, dai cui gradini passano ogni giorno migliaia di persone, subirà un accurato restyling in vista di maggio, quando farà ritorno la vera attrazione.

Conosciuta anche come Vittoria di Samotracia, la scultura è realizzata in marmo pario (bianco, pregiato, proveniente dall’isola di Paros in Grecia) e venne ritrovata proprio nei pressi di Samotracia nel 1863 senza testa né braccia. L’autore dell’opera è sconosciuto anche se è stata più volte attribuita a Pitocrito. Risalente al 200 a.C., la Nike (dea della vittoria, in greco) è uno dei simboli dell’epoca ellenistica e rappresenta una giovane dea alata che porta l’annuncio delle vittorie militari. A lavori ultimati, quando si ripresenterà, sarà possibile ammirarne nuovamente tutto il suo antico splendore.

Gabriele Rossetti

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8 thoughts on ““Tous mécènes!”, colletta online per restaurare la Nike di Samotracia

  1. È una bella iniziativa, soprattutto perchè anche con poche monete, motiva i singoli visitatori a trasferire ai prossimi un Patrimonio che è di tutti e non puó essere abbandonato.
    La nike di Samotracia è tra le sculture più belle lasciateci dagli antichi. Capolavoro assoluto di quello stile ellenistico, mèlange di culture e valori che rappresenta la più alta espressione di come il mondo dovrebbe girare; una fusione di culture a valori a beneficio del bene comune.

    • Per fortuna ogni pezzo presente al Louvre difficilmente rischierà di essere abbandonato, come purtroppo succede invece nel nostro Paese.
      L’iniziativa è davvero interessante e in Francia ha già funzionato diverse volte in passato. Viene da chiedermi se potrebbe avere gli stessi risultati anche da noi, ma forse le nostre istituzioni non ci hanno neanche mai pensato…

      • In Italia non vi è lungimiranza, ma neppure quotidianità. In tutti gli anni che ho studiato era chiaro e palese per tutti (tra l’altro è descritto dai principali studiosi e critici) che non esiste una cultura della conservazione ma una cultura dell’emergenza. Solo dopo i crolli e i furti si grida allo scandalo!

        • E’ davvero così e questo modo di fare, questa cultura dell’emergenza, come la definisci tu, ha in qualche modo plasmato inconsciamente la popolazione. Fin da bambini ci viene inculcato che “prevenire è meglio che curare”, ma poi si tende sempre ad aspettare l’espediente che ci fa indignare quando ormai è troppo tardi. No, non credo proprio che una simile iniziativa funzionerebbe da noi.

  2. La statua è bellissima. Ho insegnato storia antica e sul mio reader c’era sempre l’immagine di questa statua. Ma 4 millioni sono tanti soldi! Cavolo. Pensaci un po’ ai tutti i lavoratori di restaura e alla scienza che fanno. Incredibile. Sarò curiosa a vedere un documentario sul restauro del Nike. L’iniziativa del crowdfunding mi piace.

    • La statua è davvero bellissima, sì, ed è vero che 4 milioni di euro sono tanti ma immagino che i lavori di restauro, soprattutto di opere così antiche, richiedano degli sforzi incredibili.

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